La percezione del tempo /per·ce·zió·ne/

Il tempo è una grandezza fisica legata allo scorrere degli eventi. La sua percezione non è nient’altro che la presa di coscienza di questi eventi.

Per i comuni mortali lo scorrere del tempo, non è nient’altro che “uff che noia, ma quanto dura la giornata di lavoro?”.

Come disse Einstein, la percezione del tempo è molto personale. Ognuno ha la sua, nessuna eccezione. Ogni persona: adulto, vecchio o bambino prende coscienza degli eventi che lo circondano, il cervello li elabora dando la certezza del passare del tempo.  Dato che non siamo robot, il come il cervello elabora lo scorrere del tempo cambia. Quando ci si diverte il tempo vola, quando ci si annoia o si è tristi magari il tempo sembra rallentare.

Nei sei mesi che hai passato in Canada, la mia percezione del tempo è cambiata. Ogni ora minuto secondo durava sempre di più. Nell’ultimo periodo prima di dicembre ti avrò chiesto forse un po’ troppe volte quando sarebbe stato il giorno del tuo rientro; senza contare il momento in cui la mia percezione del tempo si è letteralmente fermata, nell’ esatto momento in cui mi avevi scritto che volevi trasferirti in pianta stabile all’estero.

Prima di continuare faccio una premessa.

Sono sempre stato un solitario; pochi amici  e praticamente zero ragazze a cui piacessi. Posso letteralmente contare su una mano le feste a cui sono stato invitato dalla prima elementare alla quinta superiore. Mi sono sempre chiesto se la cosa fosse dipesa solamente da me, ma purtroppo non sono mai riuscito a darmi una risposta concludente. Mi sono chiuso in me per tanti anni e avevo smesso di provare ad avere un qualsiasi tipo di legame con chi mi circondava, tanto poi alla fine mi avrebbero solo cestinato e per questo ho smesso quasi completamente di esternare quello che provavo. Ancora oggi per molti aspetti della mia vita faccio fatica ad esternare quello che provo, anche perchè per me sono sono esperienze e sentimenti completamente nuovi.

Mi sei mancata e molto; il solo sapere che non potevo chiederti di farci un giro in centro di sabato mi dava una sensazione strana allo stomaco e sapere che vorresti trasferirti all’estero definitivamente non fa che accentuarla.

Come ti dicevo poco fa, non ho molta dimistichezza nel gestire quello che provo perchè non lo mai fatto. Dirlo a voce sarebbe impresa ardua, scrivere mi riesce un po’ meglio.

Mi sei mancata molto e su questo negli ultimi mesi ci ho pensato e ripensato, per me era una nuova strana sensazione. Non mi era mai capitato di stare cosi. Non avevo un termine di paragone per come mi sentivo.

Mi piaci.

Gia il solo averti conosciuta per me è stata una fortuna ed un onore. Sarei la persona più felice del mondo se potesse essere qualcosa di più della sola amicizia.

Avrei voluto anche solo provarti a scrivere qualche mese fa e provare a dirti come stavo(magari non esattamente come scirtto in precedenza, ma qualcosa di simile), ma la chiamata su skype che abbiamo fatto mi ha spiazzato parecchio quindi ho preferito evitare anche perchè immaginavo che stessi male.

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